Salta al contenutoNicolò Toniolo
Chi sono

Il mio percorso

Dal cantiere alle vette — la traccia che mi ha portato a essere quello che sono.

Le radici

Dal cantiere alle vette

Credo di essere nato con il mestiere di mio padre e di mio nonno nel sangue. Anche se serviranno decenni per eguagliare la loro esperienza, ho capito subito di avere una naturale inclinazione per l'artigianato e per tutto ciò che è tecnico. Dopo gli studi da geometra, ho lavorato per sei anni nell'azienda di famiglia, alternando i mattoni agli allenamenti e alle gare.

Lì ho imparato cosa significa costruire qualcosa di concreto, pezzo dopo pezzo. Ma dentro di me vibrava qualcos'altro: una sete di orizzonti che il cantiere, per quanto pragmatico e onesto, non poteva saziare.

Ho investito anni a conoscermi davvero — a scavarmi dentro. Non per fragilità, ma per forza. Da ogni esperienza ho imparato che si torna sempre con più consapevolezza, solo se si è stati capaci di accettare i propri limiti. Come quando si vuole raggiungere una cima.

TAPPA 01
45°38′ N 11°54′ E
+12 m·km 0.0
Cantiere di famiglia
Il mestiere tramandato
Il bivio

Dalla pallavolo alla neve

Per anni ho inseguito il sogno di diventare un giocatore di pallavolo professionista. Ma dopo essermi allenato tanto, ho sentito che quella strada non era più la mia.

Così ho dirottato tutta la mia energia sulla montagna, dedicandomi allo sci con una grande ambizione: diventare maestro.

TAPPA 02
46°15′ N 11°41′ E
+1840 m·km 14.2
In pista
La chiamata selvaggia

Quando la montagna ha cambiato tutto

Quando ho scoperto l'alpinismo e lo sci qualcosa è cambiato per sempre. La montagna ha fatto emergere il mio lato più selvaggio — la parte di me che ha bisogno di spazi aperti, di silenzio e di adrenalina.

Lo sci per me non è stato solamente allenamento, potenza e forza fisica. È tuttora un grande maestro di vita. Rispecchia i valori che porto con me e mi insegna sempre qualcosa di nuovo, mettendomi alla prova.

Anche se ad oggi non sono ancora maestro, non sarei mai arrivato alle mie capacità e a godermelo così se non avessi avuto sin dal primo giorno quell'ambizione in testa. È stata la chiave che mi ha fatto crescere e divertire come un bambino.

TAPPA 03
46°22′ N 11°51′ E
+2680 m·km 28.6
Dolomiti
Il motore di tutto

L'allenamento è la mia prima attrezzatura

Ogni mattina mi spinge il fatto che posso migliorare, affrontare nuove avventure e sfide, portare più consapevolezza e vita ai miei giorni.

Puoi avere la bici più leggera o le scarpette più precise al mondo, ma se il tuo motore si spegne, l'avventura finisce. Ho capito presto che la preparazione fisica non è vanità: è rispetto. Rispetto per la montagna e per la strada. Allenarsi duramente quando nessuno guarda è l'unico modo per godersi il panorama quando tutti guardano.

Significa avere il fiato per ridere in cima a un passo e la forza nelle dita per non dubitare della roccia. Preparo il mio corpo perché non voglio subire la fatica, voglio cavalcarla. Essere in forma è la mia prima assicurazione sulla vita: è ciò che mi permette di tornare a casa, ogni volta, con il sorriso.

TAPPA 04
45°55′ N 11°44′ E
+820 m·km 37.4
Preparazione fisica
La bici

Libertà che ti sbatte in faccia il vento

Perché la bici? Me lo chiedo spesso. La risposta è semplice: mi fa sentire libero come quando scio, anche se in un altro modo. E mi fa venire voglia di avventura e di scoprire nuove terre ogni volta che monto in sella.

Sentire che ti sbatte in faccia il vento contrario, il fango che ti blocca le ruote e la pendenza che ti incendia le gambe. Ma quando scollini, e l'orizzonte si apre solo per te, capisci che la fatica è un prezzo onestissimo da pagare per la libertà.

Ancora di più quando condividi tutto insieme ai tuoi compagni.

TAPPA 05
46°08′ N 11°39′ E
+1120 m·km 52.8
In sella
Orizzonti aperti
La roccia

Una danza verticale contro le paure

Sono passati quasi quattro anni da quando ho messo le mani sulla pietra per la prima volta. L'arrampicata mi ha insegnato la pazienza. Lassù, appeso a una parete che non ha nessuna intenzione di aiutarti, non puoi mentire.

Non contano i follower, non conta il lavoro, conta solo il prossimo appiglio, il respiro calmo e la fiducia nei tuoi piedi. È una danza verticale contro la gravità e contro le tue paure.

Ho iniziato tardi? Forse. Ma la roccia non ti chiede l'età, ti chiede solo di essere presente e preparato. Qui e ora.

TAPPA 06
45°52′ N 10°48′ E
+1450 m·km 68.9
In parete
Qui e ora
Le cose semplici

Un attimo che dura per sempre

Tutto quello che faccio — i chilometri nel fango, i respiri trattenuti in parete, o voler toccare la neve col culo — serve a una cosa sola: riscoprire il valore delle cose semplici.

Niente batte il calore di una stufa accesa dopo una giornata gelida di fatica. Cucinare qualcosa di caldo, dividerlo con un amico mentre fuori il bosco respira, e sentire che un solo attimo, finalmente, può durare per sempre.

TAPPA 07
46°25′ N 11°47′ E
+1960 m·km 85.3
Cose semplici
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Un attimo per sempre
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